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Baschi
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I mwbgBaschi (mwbwEuskaldunak, "parlanti basco", o mwcaEuskotarrak, "nativi del Paese basco" in mwcqbasco; mwcgVascos in mwcwcastigliano; mwdaBasques in mwdqfrancese) sono il mwdggruppo etnico indigeno del mwdwPaese basco, di lingua basca e radici pre-indoeuropee, che trae origine dal popolo antico degli mweaAquitani.
La regione d'origine da essi popolata è conosciuta e spesso confusa con l'mwegiponimo di mwewPaesi Baschi, indicante la sola comunità autonoma spagnola, collocata all'estremità nord-occidentale della catena montuosa dei mwfaPirenei, e che si affaccia sul mwfqgolfo di Biscaglia. Politicamente è divisa tra gli Stati di mwfgSpagna e mwfwFrancia.
Contents
• Storia
• Cultura
• Lingua
• Sport
• Note
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Storia
L'origine del popolo basco non è mai stata accertata. Si pensa siano un residuo dei primi abitanti dell'Europa occidentale, in particolare di quelli della regione franco-cantabrica, anche in funzione del fatto che la lingua parlata, il mwgwbasco, è una mwhalingua isolata.cite-ref-1[1]
Tribù proto-basche (mwigmwiwVasconi e mwjamwjqAquitani) vennero già citate in epoca romana da mwjgStrabone e mwjwPlinio il Vecchio. A tal riguardo però non vengono fornite indicazioni su quale lingua questi popoli parlassero.
Nell'mwlgAlto Medioevo il territorio compreso tra i fiumi mwlwEbro e mwmaGaronna era difatti conosciuto come mwmqVasconia, facente parte del regno visigoto instaurato in Spagna. Dopo le invasioni musulmane si verificò l'espansione dei mwmgFranchi sotto mwmwCarlo Magno: durante questo periodo numerosi furono i focolai di resistenza della popolazione basca, il più celebre dei quali si verificò con la mwnaBattaglia di Roncisvalle, narrata nella mwnqChanson de Roland, durante la quale le popolazioni basche aggredirono ed annientarono la retroguardia delle truppe reali.
Dopo la morte di Carlo Magno, le politiche di suo figlio mwnwLudovico il Pio provocarono una nuova ribellione basca guidata da mwoaGarcia I di Guascogna. In conseguenza di questa, un parente di quest'ultimo, mwoqÍñigo I Íñiguez Arista (in basco mwogEneko Aritza), prese il potere a Pamplona nell'mwow824 sconfiggendo i Franchi nel corso della terza battaglia di Roncisvallecite-ref-2[2].
Venne così instaurato il Regno di Pamplona, in seguito noto come mwqqRegno di Navarra.
Questo visse l'esperienza della mwrwfeudalizzazione, venendo però unito all'mwsaAragona nell'mwsqXI secolo. Ricostituitosi dopo nemmeno cento anni, venne nuovamente conquistato dagli aragonesi nel mwsg1512 per mano di mwswFerdinando II di Aragona, rimanendo poi sottoposto all'influenza dei vicini mwtaAragonesi, mwtqCastigliani e mwtgFrancesi.
In seguito, le province basche poterono usufruire di una grande autonomia sancita da forme di auto-governo, fino alla mwuaRivoluzione francese ed alle mwuqGuerre Carliste.
Durante la mwuwguerra civile spagnola, iniziata nel mwva1936, i baschi delle province di Bilbao, Vitoria e San Sebastian appoggiarono i mwvqrepubblicani, che avevano permesso la formazione del mwvgGoverno basco, ma la maggior parte dei baschi della Navarra si arruolò nelle file franchiste (i celebri mwvwrequetés). Dopo sanguinosi combattimenti, tra cui la mwwaBattaglia di Bilbao, le Province Basche vennero occupate dalle truppe di mwwqFrancisco Franco, che ben presto instaurò in tutta la mwwgSpagna un regime dittatoriale. In questo periodo venne vietato ogni tipo di autonomia, nonché l'espressione in lingue che non fossero il castigliano, unite a una forte repressione di ogni spinta autonomista. Alla morte del mwwwcaudillo, avvenuta nel mwxa1975, venne ripristinata la democrazia e conseguentemente una costituzione che garantì ai mwxqPaesi Baschi uno status di regione autonoma con tanto di mwxggoverno basco. Questi privilegi non bastarono tuttavia per fermare le spinte autonomistiche della zona, rivendicate politicamente mediante gruppi politici nazionalisti, ma anche con forme di terrorismo da parte del gruppo separatista mwxwETA.
Geografia
Divisione politico-amministrativa
La comunità autonoma dei Paesi Baschi, sancita dalla mwzwCostituzione spagnola nel 1978, e conosciuta come "Comunidad Autónoma Vasca" (mwaaEuskal Autonomia Erkidegoa in basco)cite-ref-3[3] è composta da tre province: mwbqÁlava (mwbg"Araba" in basco), mwbwBiscaglia (mwca"Bizkaia") e mwcqGipuzkoa, denominate le tre province storiche.
Ai sensi dell'attuale costituzione spagnola, la mwcwNavarra (mwda"Nafarroa" in basco) infatti costituisce una entità separata rispetto ai Paesi Baschi e, come deciso prima della redazione della costituzione stessa, possiede un governo autonomo proprio.
Amministrativamente quindi il concetto di mwdgTerra basca (in basco mwdwEuskal Herria) è circoscritto alle tre province spagnole, anche se a livello storico e sociale si considerano tutte le aree un tempo abitate dai Vasconi: oltre alla Navarra, bisogna includere le tre province francesi, mweaLabourd (mweq"Lapurdi"), mwegSoule (mwew"Zuberoa") e mwfaBassa Navarra (mwfq"Nafarroa Beherea"), che formano la zona denominata mwfg"Iparralde" (Paesi Baschi del Nord), mentre tutto il territorio spagnolo di Euskal Herria viene chiamato mwfw"Hegoalde" (Paesi Baschi del Sud).
Popolazione, principali città e lingua
Nella comunità autonoma basca vivono 2.123.000 persone: 279.000 in Alava, 1.160.000 in Biscaglia e 684.000 in Gipuzcoa. Le principali città della regione, che sono anche il centro amministrativo delle relative province, sono mwhgBilbao (mwhwBilbo in basco) in Biscaglia, mwiaSan Sebastián (mwiqDonostia) in Gipuzkoa e mwigVitoria (mwiwGasteiz) in Alava. Le lingue ufficiali sono il basco, parlato da più di un terzo della popolazione, e lo spagnolo, parificate dalla costituzione spagnola.
La Navarra ha invece una popolazione pari a circa 601,000 persone: il proprio capoluogo è Pamplona (mwjqIruñea in basco), e viene considerato dai mwjgnazionalisti come la capitale storica basca. Anche qui vi è il bilinguismo basco-spagnolo, molto più diffuso nelle zone nord. La parte meridionale della Navarra è infatti nella sua quasi totalità ispano-parlante.
Diaspora basca
Un gran numero di baschi lasciò la propria terra per emigrare in altre zone del mondo durante differenti epoche storiche, sia per motivi economici che politici. I ruoli che essi occuparono nelle terre di destinazione furono principalmente nell'ambito dell'allevamento, della pesca marittima e del commercio.
Sono milioni i discendenti che vivono in mwnqAmerica del Nord, in mwngSudafrica, in mwnwAustralia e soprattutto in mwoaAmerica Latina.
A tal riguardo mwogMiguel de Unamuno disse:
«"Ci sono almeno due cose che possono essere attribuite ai baschi: la
Compagnia di Gesù
e la
Repubblica del Cile
"
»
Difatti moltissimi baschi arrivarono in mwqqCile nel corso del mwqgXVIII secolo e, grazie alla loro intraprendenza ed all'abnegazione al lavoro, riuscirono a scalare le classi sociali, andando a ricoprire ruoli d'élite. A questi si aggiunsero le migliaia di persone in fuga dalla mwqwGuerra civile spagnola, terminata nel mwra1939 con la vittoria di mwrqFrancisco Franco, contribuendo a farne lievitare il numero: le stime attuali indicano i cileni di origine basca tra il 10% (1.600.000 di abitanti) ed il 27% (4.500.000) della popolazione totalecite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9].
Il lungo elenco delle personalità comprende mwvwPedro Aguirre Cerdacite-ref-10[10], mwxaIsabel Allendecite-ref-metroactive-com-11-0[11], mwyqSalvador Allendecite-ref-12[12], mwzgJosé Manuel Balmacedacite-ref-13[13], mw0wJosé Miguel Carreracite-ref-14[14], mw2aMarco Enríquez-Ominami Gumuciocite-ref-15[15], mw3qFederico Errázuriz Zañartucite-ref-16[16], mw4gAlberto Hurtado Cruchagacite-ref-17[17], mw5wRoberto Matta Echaurrencite-ref-18[18], mw7aGabriela Mistralcite-ref-19[19], mw8qPablo Nerudacite-ref-20[20], mw9gBernardo O'Higgins Riquelmecite-ref-21[21], mw-wAugusto Pinochet Ugartecite-ref-22[22], mwaqaManuel Rodríguez Erdoízacite-ref-23[23], mwaquAdolfo Zaldívarcite-ref-24[24], mwaqoAndrés Zaldívarcite-ref-25[25] ed mwaq8Aníbal Zañartucite-ref-26[26].
Tra essi numerosi esponenti politici: mwaseMáxima Zorreguieta, mwasiChe Guevara, mwasmEvita Perón, mwasqJusto José de Urquiza, mwasuPedro Eugenio Aramburu e mwasyHipólito Irigoyen, ma anche personalità come mwascJuan de Garaycite-ref-28[28].
Altra meta fu il mwatmMessicocite-ref-30[30], dove gli emigranti baschi si concentrarono nella città di mwatgMonterrey e mwatkSaltillo ed ottennero lavoro nell'industria mineraria e nell'allevamento. Segni della presenza basca si possono riscontrare nelle località nominate mwatoNuevo Santander, mwatsNueva Vizcaya e mwatwDurango. Inoltre in mwat0Bassa California, il cognome basco mwat4Aramburuzabala è tuttora uno dei più diffuse nello Stato. Personaggi di rilievo sono mwat8Agustín de Iturbide, mwauaJuana Inés de la Cruz, mwaueJuan de Oñate, mwauiPancho Villa, mwaumVicente Fox, mwauqMaría Félix, mwauuDolores del Río e mwauyAlejandro González Iñárritu.
Negli mwaugStati Uniti invece, secondo il censimento del mwauk2000, sono 57.793 gli americani di origine basca. Le più grandi comunità basche si trovano a mwauoBoise, nell'mwausIdaho, dove si contano circa 15.000 discendenticite-ref-31[31], un museo basco con relativo centro culturale che organizza un festival con cadenza annuale. Anche a mwavaWinnemucca (mwaveNevada) si svolge annualmente un appuntamento folkloristico in cui si celebrano la danza, la cucina e la cultura basca, Altri centri di diffusione si trovano in mwaviCalifornia (mwavmStockton, mwavqFresno, mwavuBakersfield, mwavyChino e mwavcSan Bernardino), mwavgTexas e mwavkNuovo Messico.
Segni tangibili dell'emigrazione basca si ritrovano anche in mwavsCanada dove, sulla bandiera di mwavwSaint-Pierre e Miquelon, collettività d'Oltremare della Francia, è riportata l'mwav0ikurrina, la bandiera basca creata da mwav4Sabino Arana.
Recenti stime hanno inoltre quantificato in 100.000 unità I baschi risiedenti in mwawaGermania, mwawePaesi Bassi e mwawiGran Bretagna, per lo più emigrati per motivi politici tra il mwawm1945 ed il mwawq1970.
Cultura
Lingua
Questa ha un ruolo centrale nei termini locali, dato che i baschi si identificano con il termine mwaxaEuskaldun (“coloro che parlano basco”) e il loro paese viene indicato come mwaxeEuskal Herria (“terra della lingua basca”).
A lungo rimasta nella tradizione orale, ed oggetto di studio di numerosi linguisti tra cui mwaxmLuigi Luciano Bonaparte, è stata al centro di un'opera di recupero a partire dalla fine degli anni settanta e l'inizio degli anni ottanta quando, dopo il periodo franchista in cui venne vietata qualunque espressione linguistica al di fuori del castigliano ufficiale, fu equiparata allo spagnolo stesso, uniformata ed insegnata anche nelle scuole locali.
La lingua basca è un mwaxuidioma isolato di tipo mwaxyergativo-assolutivo, fortemente in contrasto con tutte le altre lingue europee, appartenenti, la maggior parte, alla grande mwaxcfamiglia delle mwaxglingue indoeuropee. L'ipotesi che al momento trova maggior credito la inserisce nell'ipotetica famiglia delle mwaxklingue denecaucasiche, anche se non tutti gli studiosi sono concordi al riguardocite-ref-33[33]. Un'altra sua peculiarità è che si è sempre parlata mwax4in situ, nella sua ubicazione territoriale attuale, più a lungo rispetto alle altre lingue europee moderne, che sono nate attraverso le migrazioni delle popolazioni o tramite incroci culturalicite-ref-34[34].
Sono comunque senza riscontro le ipotesi che indicano questa come lingua più antica d'Europacite-ref-35[35].
Religione
Cristianesimo
Nei secoli recenti la religione più diffusa tra i baschi è stata quella mwayscristiano-cattolica. Questa è testimoniata da numerosi episodi di devozione popolare presenti sul territorio, anche in considerazione del fatto che l'intera zona è attraversata dai pellegrini che intendono compiere il mwaywCammino di Santiago di Compostela per raggiungere il luogo di pellegrinaggio della mway0Galizia: le tappe principali sul territorio basco sono mway4Roncisvalle, mway8Pamplona e mwazaIzarra.
Tre sono i santi mwazicattolici baschi: mwazmFrancesco Saverio, mwazqMichel Garicoïts ed mwazuIgnazio di Loyola, fondatore della mwazyCompagnia di Gesù.
Religioni Pre-Cristiane e mitologia
La mwaaccristianizzazione dei Paesi Baschi è stata oggetto di recenti studi, i quali affermano che i primi segni della presenza religiosa sul territorio si verificarono attorno al mwaagV secolo, con una sede vescovile a mwaakPamplona già dal mwaao589 d.C. Tuttavia la conversione della popolazione non fu completa fino al mwaasXII-mwaawXIII secolo.
Precedentemente al cristianesimo i baschi erano devoti, come la totalità delle popolazioni primitive, a divinità mitologiche. La figura principale di tale culto era la divinità mwaa4Mari: alcuni dei suoi aspetti ricordano quelli delle divinità mwaa8magico-mwabapreistoriche che governavano la vita, la morte e la rinascita delle persone, degli oggetti e dei fenomeni naturalicite-ref-37[37].
Mari è rappresentata in forme diverse: come donna, come animale (avvoltoio), e via dicendo. Il suo consorte, mwabySugaar, invece, assume sempre la forma di uomo o di serpente-dragone. A questa coppia di mwabcDivinità ctonie (che non risiedevano nei cieli) venivano attribuiti poteri di creazione e distruzione.
Leggende parlano anche di molte altre figure mitologiche, tra cui i mwabwmwab0jentilak (giganti), le mwab4mwab8Lamiak (ninfe), mwacamwaceMairuak (costruttori dei monumenti megalitici noti come mwaciCromlech o cerchi di pietre), gli mwacmmwacqIratxoak ed i mwacuGaltzagorriak (folletti), mwacyBasajaun e molti altri che sono entrati nella cultura basca degli ultimi secoli, anche in seguito all'abbandono delle pratiche pagane. Un esempio può venire dai mwaccjentilak, giganti dell'mwacgetà della pietra. Secondo la leggenda, uno di questi, mwackOlentzero, abbandonò il paganesimo per convertirsi al cristianesimo, diventando una sorta mwacoBabbo Natale per i baschi.
Sport
Lo sport ha ricoperto da sempre un ruolo fondamentale nella società basca. Storicamente si ricorda la mwadmpelota basca, gioco nato proprio in queste zone e diffusosi in seguito in varie zone del mondo, nonché lo mwadqJai alai, sua derivazione.
Ai baschi viene anche riconosciuto il merito della diffusione della pratica del mwadycalcio in mwadcSpagna, al pari dei mwadgcatalani: infatti tra la fine del mwadkXIX secolo e l'inizio del mwadoXX, la posizione geografica delle città poste sul mwadsgolfo di Biscaglia favorì scambi commerciali e culturali con le navi degli inglesi, inventori del mwadwfootball. Le principali società calcistiche basche sono la mwad0Real Sociedad di mwad4San Sebastián, l'mwad8Osasuna di mwaeaPamplona, e l'mwaeeAthletic Club di mwaeiBilbao. Quest'ultimo è inoltre noto per la sua politica di tesseramento di soli giocatori che siano di origini basche (sia di mwaemHegoalde che di mwaeqIparralde), oppure che abbiano imparato a giocare a calcio nei circuiti giovanili baschi. Tale politica di tesseramento è utilizzata anche livello ciclistico dalla società mwaeuEuskaltel-Euskadi che fa parte del circuito mwaeyUCI ProTour: in questa possono militare soltanto corridori baschi o ciclisti cresciuti “sportivamente” nella zona.
Molto popolare nell'mwaegIparralde è il mwaekrugby a 15, i maggiori club sono il mwaeoBiarritz e il mwaesBayonne che hanno conquistato il mwaewmassimo campionato francese rispettivamente cinque e tre volte. Molto sentita è anche la rivalità tra le due squadre che distano pochi chilometri l'una dall'altra.
La mwae4pallacanestro vanta numerose squadre professionistiche, soprattutto nel versante spagnolo, come il mwae8Baskonia Vitoria vincitore di quattro mwafacampionati spagnoli.
Caratteristiche genetiche
Dal punto di vista biologico è stata riscontrata la presenza, in una forte percentuale della popolazione (circa il 30% - 35%), del gruppo mwafwRh negativo. Gli studi condotti portano a ipotizzare che l'origine del popolo basco sia da ricondurre alle antiche popolazioni umane che, autoctone, abitavano l'Europa durante il mwaf0paleolitico e che, a seguito dell'ultima mwaf4glaciazione, si sono insediate nell'attuale area dei Paesi Baschi.
Note
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Voci correlate
• mwa2aEuskal Herria
• mwa2iLingua basca
• mwa2qPaesi Baschi
• mwa2yNavarra
• mwa2gNazione Basca
• mwa2oPrenomi baschi
• mwa2wDanza basca
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• Wikizionario
• Wikimedia Commons
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Collegamenti esterni
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